About

About Partaking

Partaking is a civil society organisation working both at national and international levels. It is the result of the encounter of a Photographer, an Art-director and a PhD candidate in Iranian Studies.

It cooperates with research institutions, schools (elementary to secondary schools), and other organizations; its initiatives are mainly based on the use of visual participatory techniques with the aim of triggering positive change, either individual or social, in the actors (individuals or communities) involved in its projects.

“Partaking” è un’associazione che opera a livello nazionale ed internazionale nata dall’ incontro di una fotografa, un art director ed una ricercatrice in iranistica; lavora in sinergia con enti di ricerca, istituti scolastici e altre realtà associative utilizzando principalmente metodologie visuali partecipative con lo scopo di innescare un cambiamento personale o collettivo nei soggetti con difficolta di integrazione e nelle comunità marginalizzate.

Our Vision

Our programs are inspired by Caroline Wang’s works, whose aim was to trigger social change through the use of visual participatory techniques capable of influencing policy makers’ decisions.
We aim to apply, advance Wang’s pioneering techniques in different fields.At the same time, we are committed to practice and deepen the techniques developed by Judy Waiser, whose activity was focused instead on the individual change of the subject exposed to her therapeutic photography techniques.
At the same time, in theatre, we look at the lessons of the great masters of the twentieth century: the French mime Etienne Decroux, and the Russian pedagogue and director Vsevolod Ėmil'evič Mejerchol'dt, the comedy of art and the tradition of the storytellers who dealt with hot topics such as violence, death, abandonment, exorcising them through sharing a story.
Narration is the meeting of our specific methodologies.
The photos / videos / theater stories that emerge, while addressing sometimes pitiful themes, are created and talked into an empathic language that is based on the pedagogy developed by Marshall Rosenberg since 1960 (Non Violent Communication).
Those techniques aim to stimulate creativity fantasy and to resolve conflicts.

Le nostre attività si inseriscono nel solco tracciato da Caroling Wang per cui il fine ultimo delle metodologie visuali partecipative è di causare un cambiamento sociale a cui le istituzioni non possono restare indifferenti. Vogliamo offrire un contributo in più direzioni all’ evoluzione e sperimentazione delle tecniche pionieristiche elaborate da Wang in particolare la tecnica chiamata”Photo Voice”. Parallelamente intendiamo approfondire le tecniche utilizzate da Judy Waiser di “Social Action Photography il cui ambito di interesse è focalizzato anche sulla questione del cambiamento individuale del soggetto esposto alle tecniche di fotografia terapeutica.
Parallelamente, in ambito teatrale, guardiamo alla lezione dei grandi maestri del ‘900: il mimo francese Etienne Decroux, ed il pedagogo e regista russo Vsevolod Ėmil'evič Mejerchol’dt, alla commedia dell’arte e alla tradizione dei cantastorie campani, che sapevano affrontare temi scottanti come la violenza, la morte, l'abbandono, esorcizzandoli attraverso la condivisione di una storia. La narrazione è l'incontro delle nostre specifiche metodologie. Le photo/video/theatre stories che ne nascono, pur affrontando temi talvolta ostici, sono create e raccontate in una lingua empatica che si basa sulla pedagogia sviluppata da Marshall Rosenberg a partire dal 1960 (Comunicazione Non Violenta) e che si arricchisce delle nostre peculiari esperienze umane e professionali; puntando a stimolare creatività e fantasia e avendo come obiettivo la risoluzione di un conflitto.

Our association deals with those segments of society that due to linguistic or cultural differences, financial or social difficulties, have fewer opportunities of self-expression and of actively participating in the identification and resolution of issues relevant to their community.
These activities must be considered within a holistic approach to knowledge, where experts and subjects involved share their experiences to promote a horizontal knowledge-making process where no single solution dominates, on the contrary, we facilitate the emergence of shared solutions necessary for reaching a collective awareness and welfare. “Globality” should not be translated as conformity to “mainstream” thinking; instead, it should rather mean synthesis and complementarity among several points of view. In addition, one of the most challenging activities that our organisation has significant expertise in is involving the youngest segments of society, as we believe that empowerment is the first step towards future socially aware and effective adults.

La nostra associazione intende rivolgersi a quella parte della società che per differenze linguistiche, culturali, difficoltà economiche o sociali ha meno facoltà di esprimersi e di partecipare attivamente all’ individuazione e alla risoluzione di problematiche di loro interesse. Queste attività sono in linea con un approccio olistico del sapere che prevede la condivisione di esperienze tra esperti e soggetti coinvolti e che promuove un processo conoscitivo orizzontale: non esistono soluzioni migliori ma soluzioni condivise, volte al raggiungimento di un bene e di una coscienza comune.
"Globalità" non deve rappresentare l’ omologazione ad un pensiero dominante ma la sintesi e la complementarietà di diversi punti di vista. Lavorare con gruppi più giovani della società rappresenta una delle sfide più importanti dell’associazione per un futuro di adulti più consapevoli.

Our Mission

By blending art and academic research, we aim to build cultural bridges where there are no connections between the elements of society, with the specific goal of promoting the points of view of disadvantaged groups.

Partaking’s strategy is two-pronged. On the one hand, it is practical and aims at: Our overall strategy is to inform/educate, with the aim of promoting knowledge about different cultures by means of exchange and cooperation projects between people.

Grazie alla collaborazione tra arte e ricerca scientifica ci poniamo l’obiettivo di costruire ponti culturali lì dove non ci sono connessioni promuovendo in particolare il punto di vista di gruppi svantaggiati della società.

Il raggio d’azione di Partaking è duplice, da un lato è di ordine pratico e mira a:

Dall’altro è divulgativo e mira a promuovere la conoscenza di altre culture attraverso progetti di scambio e cooperazione tra persone.

  1. Stimulating reflection and debate while involving and triggering interactions between heterogeneous groups of society often distant from one another.

  2. Promoting at individual and collective levels the empowerment of the persons involved, stimulating them in finding their own solutions to problems that they are facing.

  3. Based on the points of view expressed during participatory projects, informing the political institutions to strengthen and improve the policy making process.

  1. Stimolare riflessione e dibattito coinvolgendo e innescando l’interazione tra gruppi della società eterogenei e spesso distanti tra loro.

  2. Promuovere a livello individuale e collettivo l’ empowerment di soggetti svantaggiati, stimolandoli a trovare le soluzioni personali ai problemi da loro stessi individuati.

  3. Interrogare ed influenzare le decisioni istituzionali sulla base dei punti di vista espressi nei progetti partecipativi realizzati.

How do we work?

We use art and technology to promote the personal points of view and self-determination of minorities by means of participatory video and photography workshops with the aim of generating self expressive empowerment, creating debate and reflection.
In addition, we employ the same methodologies in schools in order to stimulate students to think through different topics related to social integration and to the appreciation of diversities.
We organize training workshops for facilitators with the goal of building the ability to work autonomously and further promote participatory visual techniques. We are also able to create image and video archives linked to online accessible platforms meant to collect and share data that can be used for research projects and experiment with new techniques.
We can support social campaigns, exhibitions, and events in order to spread democracy and the rights of minorities.
We seek new ways of experimentation and we create new techniques for the achievement of the aforementioned goals.

Utilizziamo l’arte e la tecnologia come mezzo per promuovere il personale punto di vista e l’ autodeterminazione delle minoranze attraverso la realizzazione di laboratori di video e fotografia partecipativi (PP,PV) con lo scopo di creare dibattito e riflessione.
Inoltre applichiamo le stesse metodologie negli istituti scolastici per stimolare gli studenti a riflettere su tematiche relative all'integrazione sociale e alla valorizzazione delle diversità.
Realizziamo workshop di formazione per "facilitatori" con l'obiettivo di diffondere l'autonomia degli operatori e la diffusione delle metodologie.
Creiamo archivi di immagini e video collegati a piattaforme accessibili online per la raccolta e condivisione di dati, per sostenere progetti di ricerca e sperimentare nuove tecniche.
Promuoviamo campagne sociali, mostre ed eventi per diffondere la democrazia e i diritti delle minoranze. Cerchiamo nuove forme di sperimentazione e creiamo nuove tecniche per il raggiungimento degli obiettivi citati

Why Photography and Video?

Photography and video break down linguistic barriers. The use of visual language triggers an evocative process in the subjects exposed to its stimulus and allows them to communicate experiences and points of view in a less mediated and constrained way.
Thanks to the use of visual techniques, such as video or photo stories, linguistic minorities or social groups with disadvantaged education levels can easily create products that clearly represent their perspectives.

These techniques represent an immediate tool of self-representation, self-expression and identification of issues related to their condition.
Collective analyses of images and videos allow groups to debate over topics of shared interest, exchange opinions, stimulates personal growth and promote individual and social change.

La fotografia e il video oltrepassano le barriere linguistiche; è scientificamente provato infatti che il linguaggio visivo innesca un processo evocativo nella mente dei soggetti coinvolti e permette loro di comunicare in maniera meno mediata esperienze e punti di vista.

Con queste tecniche minoranze linguistiche e gruppi sociali con un basso livello di scolarizzazione/alfabetizzazione possono agevolmente realizzare un racconto fotografico o un video. In questo senso queste tecniche rappresentano un mezzo immediato di autorapprensetazione, espressione e individuazione di problematiche relative alla propria condizione. L’analisi collettiva di immagini e video permette a più persone di confrontarsi su tematiche di interesse comune, scambiarsi opinioni e punti di vista stimolando crescita e cambiamento personale e sociale.

Why the Theatre?

The theatre is a forge of creativity. The space in which individual paths evolve and continue to grow because it is not just about acquiring and accumulating information and knowledge but connects, uses and transforms them, generating original culture and values.

The process to create the new allows to enhance the interpersonal differences.
The difference is the acceptance of one's incompleteness and its limits, which allows us to relate to each other with our own characteristics, free from rigid stereotypes.

Il teatro è una fucina di creatività. Lo spazio in cui i percorsi individuali evolvono e continuano a crescere, perché non si limita ad acquisire ed accumulare informazioni e conoscenze, ma le collega, le utilizza e le trasforma, generando cultura e valori originali.

La creazione del nuovo permette di valorizzare le differenze interpersonali.
La differenza è accettazione della propria parzialità e dei propri limiti e ci permette di relazionarci all'altro con le nostre caratteristiche, liberi da stereotipi rigidi.


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